“Logike di Fabbrica”, once again!

2026-05 – Cambia il nome, ma non la qualità dell’evento; anzi, ogni edizione va in maggiore profondità per quanto riguarda il livello di professionalità coinvolte tra aziende e professionisti, l’engagement dell’audience, il dettaglio tecnico.
Al suo ritorno nella splendida location ferrarese del Principessa Pio, l’evento di taglio ibrido tra il tecnico e il networking, con focus principale sulla IA – brillantemente organizzato da Logikamente – non ha tradito le attese, portando riflessioni a livello di potenziale generale e le corrette cautele soprattutto in merito alla maturità dell’azienda. Ne racconto in maniera più approfondita di seguito.

Sfoggiando quest’anno la nuova etichetta “Logike di fabbrica”, l’evento organizzato periodicamente da Logikamente ha aggiunto un tassello di qualità alla sua ormai significativa storia (questa del 2026 è la quarta edizione, a travalicare anche i complessi periodi legati al Covid). Tematica ormai arrivata nel conversare comune, l’attuale stato dell’arte sull’ Intelligenza Artificiale, in particolare il suo utilizzo nell’ambito delle aziende (non solo manufatturiere e relative operations): livello di maturità, efficacia, effettivi benefici pratici. A che punto siamo?

Con un piccolo contributo di tavola rotonda, ho confrontato le mie idee con quelle di professionisti di azienda, consulenti, professori di BS e anche giovani imprenditori, portatori di idee fresche su come approcciare questo elefante nella stanza. Abbiamo poi potuto apprezzare in diretta alcuni risultati tangibili, mostrati dal Ceo Stefano Ciammarughi su casi pratici di chi, con successo, ha adottato il tooling “Donia” sviluppato da Logikamente.

Vi rimando al mio articolo Linkedin, ad alcune immagini in presa diretta e ad altri contributi dall’evento; in sintesi, come dico da alcuni anni secondo esperienza: il potenziale, come quello di altri strumenti, è enorme ed estremamente più efficace che in passato, ma qual è il segreto (e anche l’unico modo) per non vedere fallire un progetto pur pieno di buone intenzioni? Attività preparatoria, conoscenza profonda dei processi, qualità e pulizia dei propri dati. Solo rispettando tali requisiti un agente IA potrà apprendere informazioni corrette e restituire gli elementi più efficaci per valutazioni e decisioni. Il pericolo più grande? La ricerca di scorciatoie, vie brevi e prive di sforzi e studio, che non funzioneranno, e anzi provocheranno frustrazione negli imprenditori, oltre che danni operativi non quantificabili. Decisamente l’argomento non è chiuso, e vedremo presto le prossime puntate…